Sintesi delle ricerche compiute

All’inizio di ogni percorso di ricerca e di scoperta, è necessario avere ben chiaro il proprio oggetto di studi. A questo scopo l’analisi è stata condotta secondo uno schema semplice ed efficace, che ha previsto una fase iniziale divergente seguita dall’approfondimento delle ramificazioni da essa create, per poi chiudersi in quadro riassuntivo generale in questo post.

Per comprendere al meglio ed in maniera estesa le numerose realtà legate al mondo degli scheletri artificiali, è stata presentata un’analisi multilingua dell’etimologia della parola “scheletro”, seguita da una wordcloud centrata attorno alla parola. Il richiamo del termine stesso ai concetti di “durezza” e “struttura” inizia ad illuminare la strada per future ricerche. Le parole infatti spesso ci offrono spunti e richiamano collegamenti non banali. Ma l’informazione e la ricerca non possono scindersi dall’attualità, ragion per cui si sono ricercati articoli per comprendere come il mondo percepisse e si rapportasse agli scheletri artificiali. Da questi articoli sono emersi quadri sociali complessi, che spaziano dal mondo della disabilità, a quello del lavoro, a quello militare.

Il passo immediatamente successivo è stato dunque quello di analisi degli scheletri artificiali da numerosi punti di vista. Analizzandone gli elementi costitutivi si è provato a definirne la costituzione, focalizzandosi in particolare su funzionalità e materiali. Effettivamente spesso la struttura è ispirata a quella degli scheletri naturali, con diverse variazioni a seconda del campo di applicazione. Avendo precise necessità per durabilità, resistenza, peso ed altri parametri, si utilizzano materiali molto elaborati quali titanio e fibra di carbonio.

Se l’analisi fosse unicamente tecnico-scientifica risulterebbe scarna. Si è dunque cercato di capire più a fondo come il mondo percepisce gli scheletri artificiali, ricercandone riferimenti e narrazioni, in particolare in letteraturamusicacinema, e fumetti. Ciò che emerge è una visione piuttosto controversa ed a tratti ostile di un mondo che sta ancora esaminando questa tecnologia relativamente recente.

Fino a questo punto resta carente il lato quantitativo dell’analisi. A questo scopo si sono esaminati i numeri in gioco, anche attraverso una prima analisi di mercato e servendosi di opportuni grafici per rappresentare le informazioni in maniera appropriata. Il settore degli scheletri artificiali è molto interessante anche dal punto di vista economico, in particolare per l’ambito medico. Una riflessione quantitativa non può ignorare quelle che sono le limitazioni dovute alle specifiche tecniche degli scheletri artificiali.

Analizzando più da vicino il rapporto tra scheletri artificiali e uomo ci si imbatte in diverse considerazioni prima ignorate. Anche attraverso una simbologia ancora non ben definita si delineano i rischi derivanti dall’uso di scheletri artificiali, a dimostrazione del fatto che la realtà a volte è meno rosea di come ci viene presentata.

Indubbiamente, guardando al futuro gli scheletri artificiali hanno notevoli potenzialità di espansione. Ciò è indotto sia da notevoli sviluppi tecnologici, sia dal crescente numero di startup ed aziende nel settore. Si intravede una forte tendenza all’internazionalizzazione, che conferisce grande utilità a supporti quali un glossario multilingua, confermata anche dalla dispersione dei principali luoghi di ricerca degli esoscheletri.

Avendo sfiorato un’analisi geografica dell’oggetto in questione, è immediato ritenere utile un approccio storico. Questo non implica solo uno studio degli eventi passati, ma anche di quali sono diventati gli utilizzatori degli scheletri artificiali.

Le ultime considerazioni si basano su una rielaborazione umana degli scheletri artificiali. È stato rilevante all’uomo, infatti, definire opportuni modelli da formalizzare poi in brevetti. Tuttavia rielaborare significa anche rivedere la realtà estrapolandone metafore, utili non solo alla spiegazione di altre situazioni, ma anche alla formalizzazione di nuove idee.

Infine, alla luce di tutti le considerazioni fatte in precedenza, si è composto un abbecedario degli scheletri artificiali, per poter fornire un quadro generale e riassuntivo dell’analisi compiuta.

Scrivere questo blog è stato un esercizio molto formativo. Ritengo che spesso, nella vita quotidiana, si tenga a non dare importanza a molte cose. Altrettanto spesso, credo sia utile avere qualcosa che ci ricordi di non essere spettatori passivi del mondo in cui viviamo. Può essere un referendum. Può essere un attentato. Può essere aiutare una signora anziana a portare le buste della spessa. E sì, può essere anche un esame del Politecnico di Torino.

I modelli dello scheletro artificiale

Gli scheletri artificiali prendono come modello reale gli scheletri umani, o comunque dalla vera struttura ossea del mondo animale. Virtualmente il concetto è più complesso, in quanto di uno scheletro artificiale si analizzano i componenti mobili; ne è un esempio qualsiasi tipo di animazione 3D, in cui insiemi di punti di un modello sono legati nel loro movimento a delle “ossa” virtuali. Esistono diversi modelli “fantastici” di scheletro artificiale, che vanno dal surreale al racconto di pura fantasia. Ne è un esempio lo scheletro artificiale ricreato nell’anime Naruto.

modelli

Gli utilizzatori degli scheletri artificiali

Gli esoscheletri sono utilizzati per lo più in tre grandi ambiti. Il primo di essi è la riabilitazione, in cui gli esoscheletri hanno il compito di sostenere il corpo ed aiutarlo a compiere azioni e movimenti che lo aiutino a riprendersi dopo un evento traumatico. Il secondo ambito è legato al mondo del lavoro, in particolare in campo automobilistico. Infatti gli esoscheletri possono sostenere gli operai e aiutarli e mantenere posizioni altrimenti scomode e deleterie, oltre che potenziarne le capacità fisiche. Questo scopo è il fondamento del terzo ambito, ossia quello militare, in cui l’esoscheletro ha appunto il compito di estendere le capacità umane.

Powered exoskeletons – Wikipedia

I rischi associati alle protesi artificiali

I rischi sono per lo più collegati all’intervento volto all’installazione di una protesi artificiale. Possibili rischi sono:

  • Infezione
  • Coaguli di sangue nelle vene della gamba (trombosi venosa profonda) o nei polmoni
  • Infarto del miocardio
  • Ictus
  • Ematoma e versamento articolare
  • Embolia polmonare
  • Danni ai nervi
  • Danni vascolari
  • Cicatrici cheloidi
  • Dismetrie degli arti (una gamba più lunga dell’altra).

Protesi d’anca – Appunti del dottor Claudio Italiano

Statistiche e mercato

Secondo la Wintergreen Research il mercato dei robot industriali raggiungerà i 48,9 bilioni di dollari entro il 2021, con una crescita annua dell’11%. Nel 2014 il valore del mercato è stato di 22 bilioni di dollari. Con un valore globale di 28,3 bilioni di dollari, il 2015 è stato un anno d’oro per il mercato della robotica. Ma il meglio deve ancora venire, sarà nei prossimi quattro anni che il settore conoscerà un’impennata senza precedenti. A trainare le vendite saranno i robot personali, ma complessivamente ne godranno tutti i segmenti.

Robotica, le cifre per settore – laRepubblica.it