I modelli dello scheletro artificiale

Gli scheletri artificiali prendono come modello reale gli scheletri umani, o comunque dalla vera struttura ossea del mondo animale. Virtualmente il concetto è più complesso, in quanto di uno scheletro artificiale si analizzano i componenti mobili; ne è un esempio qualsiasi tipo di animazione 3D, in cui insiemi di punti di un modello sono legati nel loro movimento a delle “ossa” virtuali. Esistono diversi modelli “fantastici” di scheletro artificiale, che vanno dal surreale al racconto di pura fantasia. Ne è un esempio lo scheletro artificiale ricreato nell’anime Naruto.

modelli

Gli utilizzatori degli scheletri artificiali

Gli esoscheletri sono utilizzati per lo più in tre grandi ambiti. Il primo di essi è la riabilitazione, in cui gli esoscheletri hanno il compito di sostenere il corpo ed aiutarlo a compiere azioni e movimenti che lo aiutino a riprendersi dopo un evento traumatico. Il secondo ambito è legato al mondo del lavoro, in particolare in campo automobilistico. Infatti gli esoscheletri possono sostenere gli operai e aiutarli e mantenere posizioni altrimenti scomode e deleterie, oltre che potenziarne le capacità fisiche. Questo scopo è il fondamento del terzo ambito, ossia quello militare, in cui l’esoscheletro ha appunto il compito di estendere le capacità umane.

Powered exoskeletons – Wikipedia

Storia e protagonisti degli esoscheletri

Lo sviluppo di esoscheletri robotici trova inizio nella seconda metà del 20esimo secolo. Intorno al 1965, la General Electrics inizia a sviluppare Hardiman, un grande esoscheletro per tutto il corpo per aumentare le forze dell’utente, in modo da fargli sollevare oggetti pesanti. Il primo esoscheletro per assistenza fu sviluppato alla fine degli anni 60 in Serbia (Mihajlo Pupin Institute), e all’inizio degli anni 70 in america. Protagonisti più recenti della storia degli scheletri artificiali è la ReWalk Robotics, insieme ad Indego.

Exoskeleton history – Eduexo

The history of human augmentation – HowStuffWorks

 

I rischi associati alle protesi artificiali

I rischi sono per lo più collegati all’intervento volto all’installazione di una protesi artificiale. Possibili rischi sono:

  • Infezione
  • Coaguli di sangue nelle vene della gamba (trombosi venosa profonda) o nei polmoni
  • Infarto del miocardio
  • Ictus
  • Ematoma e versamento articolare
  • Embolia polmonare
  • Danni ai nervi
  • Danni vascolari
  • Cicatrici cheloidi
  • Dismetrie degli arti (una gamba più lunga dell’altra).

Protesi d’anca – Appunti del dottor Claudio Italiano

Statistiche e mercato

Secondo la Wintergreen Research il mercato dei robot industriali raggiungerà i 48,9 bilioni di dollari entro il 2021, con una crescita annua dell’11%. Nel 2014 il valore del mercato è stato di 22 bilioni di dollari. Con un valore globale di 28,3 bilioni di dollari, il 2015 è stato un anno d’oro per il mercato della robotica. Ma il meglio deve ancora venire, sarà nei prossimi quattro anni che il settore conoscerà un’impennata senza precedenti. A trainare le vendite saranno i robot personali, ma complessivamente ne godranno tutti i segmenti.

Robotica, le cifre per settore – laRepubblica.it